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SOVRAPPESO e OBESITA'

Prevenire è meglio che curare!!!
Questa frase storica contiene una verità molto importante: la prevenzione implica la salute, la cura implica la malattia. Guarire dalle malattie è possibile, ma non sempre facile ed a volte con sofferenza, prevenire alcune malattie è invece piuttosto semplice, ma è necessario conoscere cosa fare.
Chi conosce è consapevole, può modificare il proprio comportamento ed è libero di agire. Chi ignora, cioè chi non conosce, non può fare alcuna prevenzione perché non è libero nel suo agire. Un’altra frase che spesso si sente è: “se lo conosci lo eviti!”. Questa frase indica quanto sia importante la conoscenza per la prevenzione. E’ proprio vero: la conoscenza libera le persone dall’ignoranza e dai loro errori.
Ci sono molte patologie che si possono prevenire con un’alimentazione equilibrata. Tra queste ci sono l’Obesità e le malattie ad essa correlate di natura cardiovascolare e metabolica, come l’infarto ed il diabete.
Sovrappeso e Obesità sono due condizioni emergenti nei paesi sviluppati e sono legate, da un lato, all’ampia disponibilità di cibo e, dall’altro, alla ridotta attività fisica. Non solo c’è una maggiore disponibilità di cibo, ma gran parte del cibo preparato industrialmente ha un contenuto di grasso troppo elevato ed è quindi troppo calorico per lo stile di vita dei nostri tempi. Diete ricche in grasso hanno un apporto molto elevato di colesterolo, acidi grassi trans ed omega-6, sostanze che se assunte in grande quantità e cronicamente aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche. In particolare, il colesterolo e i grassi trans (es. margarine vegetali) aumentano il rischio di arteriosclerosi e d’infarto. Anche la famosa dieta mediterranea, certamente adatta per i contadini di un tempo, che lavoravano tutto il giorno, rischia di essere poco adatta al nostro stile di vita, caratterizzato da un dispendio energetico molto basso. Il secondo problema è, infatti, che oggi ci si muove poco; la società ci impone poco movimento e allo stesso tempo un alto livello di stress. Pensate alla gran parte delle persone che ogni mattina si alzano dal letto, scendono in ascensore, vanno in macchina al lavoro, prendono l’ascensore e si siedono per otto o dieci ore sulla sedia dell’ufficio. E’ evidente che il consumo giornaliero è molto basso, ma fatto più importante è che nelle pause lavorative le persone si fermano per mangiare. Alla fine del giorno, e a conti fatti, le entrate caloriche sono superiori alle uscite. L’eccesso di calorie finisce in grasso, o meglio viene convertito in trigliceridi, i quali sono depositati nel tessuto adiposo.
Il nostro organismo è in generale molto efficiente nell’accumulare grasso; questa capacità era molto utile all’uomo primitivo, che camminava tutto il giorno per cacciare animali e procurarsi il cibo. I nostri geni sono ancora come quelli dell’uomo primitivo (thrifty genotype) e per tale ragione anche noi abbiamo la capacità di accumulare grasso, da usare in un secondo momento. Il problema sta proprio qui, nell’impossibilità di utilizzare il grasso accumulato, perché le entrate sono sempre superiori alle uscite. Le variazioni del peso corporeo sono, dunque, il risultato del bilancio calorico tra entrate ed uscite e nessuno può sottrarsi a questo bilancio matematico.

Se le entrate sono superiori alle uscite, il peso aumenta come massa grassa, tranne i casi in cui si pratica esercizio fisico. In questo caso si può avere una crescita della massa muscolare. Se le entrate sono uguali alle uscite, il bilancio è nullo ed il peso resta invariato. Al contrario se le uscite sono superiori allora si perde peso. In questo caso, se la dieta non ha il giusto apporto di nutrienti si rischia di perdere la massa magra.

In parole povere, il peso

  1. aumenta se si mangia più di quello che si consuma (entrate>uscite)
  2. diminuisce se si consuma più di quello che si mangia (entrate<uscite).

Tuttavia occorre sottolineare che la restrizione calorica può non essere sufficiente a perdere peso se la dieta è sbilanciata. Occorre cioè un equilibrio tra carboidrati, proteine e lipidi, affinché la restrizione sia efficace. Se la dieta è sbilanciata è più facile perdere massa magra che massa grassa.

L’alterazione del bilancio energetico può avere diverse cause che possono essere sia di natura organica, sia psicologica e sociale. Un esempio di alterazione organica è la riduzione del metabolismo energetico, ciòe la capacità di bruciare gli alimenti, dovuto a carenza di ormoni tiroidei (ipotiroidismo).  Anche in questo caso, però, è sufficiente, oltre alle cure mediche del caso, ridurre adeguatamente le entrate caloriche per evitare di ingrassare o per perdere peso. Ci possono essere poi alterazioni dei sistemi fisiologici deputati ad originare il senso di sazietà. In questi casi si mangia più del dovuto e diventa molto importante ridurre le quantità di cibo. L’alimentazione ha, inoltre, un valore conviviale e ricreativo molto importante. Si pensi agli aperitivi in cui si possono ingurgitare, in pochi minuti, migliaia di calorie, ai drink superalcolici o al consumo smodato di vino. Un bicchiere di vino contiene mediamente, in base al grado alcolico, circa 100-150 kcal ed una lattina di birra ne contiene una quantità equivalente. A volte è sufficiente limitare il consumo di alcolici, di vino o di birra per ridurre o eliminare il peso acquistato. Il cibo può avere, anche, una valenza psicologica, affettiva ed in alcuni casi anche religiosa. Ci sono genitori che nell’educare i figli usano il cibo some sistema premiante o punitivo. “Se fai i compiti ti do la merendina” oppure “niente gelato perché non hai fatto i compiti”. Questo sistema educativo espone il bambino ad una dinamica psicologica negativa, che lo può portare a disturbi del comportamento alimentare e a disordini alimentari. Questo bambino cercherà una ricompensa alimentare, ogni volta che farà qualcosa di buono nella sua vita con il risultato finale di introdurre calorie superflue. Le dinamiche che portano al sovrappeso ed all’obesità possono, quindi, essere assai complesse.

L’obesità viene indicata come malattia del benessere, perché nasce dove c’è troppo benessere, intendendo per benessere la disponibilità di risorse economiche e quindi di cibo. In realtà si tratta di una situazione patologica preoccupante perché associata a malattie quali il diabete, l’ipertensione, livelli ematici elevati di colesterolo e di trigliceridi e ad un elevato rischio d’infarto cardiaco.

L’Italia è in una situazione d’emergenza, in quanto il numero di persone in sovrappeso è molto elevato e c’è il fondato rischio che tali persone diventino obese. Particolarmente a rischio sono i bambini perché, bombardati da migliaia di spot pubblicitari, mangiano alimenti ipercalorici senza averne alcun bisogno.

E’ necessario intervenire con misure di educazione alimentare per evitare che essi diventino Obesi.

Ci sono poche regole comportamentali da seguire per prevenire l’obesità:

  • mangia di meno ed in modo equilibrato (vedi piramide alimentare)
  • aumenta il movimento, cioè fai attività fisica (vedi piramide dello sport)
  • controlla il peso e se puoi la massa grassa
  • valuta il rischio di malattia cardiovascolare e metabolica
  • se sei in soprappeso ed il tuo rischio di malattia è aumentato segui un Piano Alimentare Individuale (PAI) Ipocalorico.

 

 

 

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